sabato 5 novembre 2011
Same old story...
Guardo le immagini della Liguria colpita dall'alluvione, penso alle case distrutte dal fango e alle persone che hanno peso la vita: è tutto assurdo.
Non ho altri aggettivi.
Non è natura che si ribella, siamo noi esseri umani che, troppo spesso, siamo degli imbecilli!
Massì, costruiamo le case a 10 metri dal fiume, tanto cosa può succedere?!
Massì, usiamo materiale scadente pur sapendo che L'Aquila è in una zona a forte rischio sismico...
Massì, sbattiamocene le palle dei permessi edilizi, tanto poi condonano tutto...
E' la solita vecchia storia...
Cito un articolo di Mario Tozzi, Geologo e ricercatore del Cnr, pubblicato oggi su vanityfair.it:
"Ma che cosa dovrebbe fare un fiume cui è stato sottratto il suo corso, se non riprenderselo nel momento della piena? E che cosa dovrebbe succedere alle costruzioni impiantate in una zona di Genova che si chiama La Foce? La bulimia costruttiva degli italiani è il vero problema del dissesto idrogeologico nel nostro paese, più dei disbosacmenti e degli incendi: da noi ogni anno si perdono 200.000 ettari di territorio, conto i 10.000 del Regno Unito.
Da noi si permette di costruire dove non si dovrebbe e piani casa e condoni edilizi fanno il resto, sanando anche l’abusivismo pericoloso.
Ma i nostri amministratori, e spesso anche i cittadini, hanno dato la colpa a tutto, fuorché alla loro scarsa capacità di pianificare il territorio. Stretti alla gola dalla crisi economica hanno continuato a far soldi concedendo licenze edilizie dovunque e sanando gli abusi, non hanno demolito e hanno costruito opere inutili non destinando nemmeno un euro alla manutenzione del territorio. Bisoga dirlo chiaro: alle Cinque Terre si viveva solo grazie a un patto con la natura che consisteva nel lavorare con fatica e senza sosta un territorio in linea di principio inospitale per gli uomini.
Il turismo di massa ha concesso benessere, però ha favorito l’abbandono delle campagne e i risultati si vedono. Nessuno può vivere impunemente in condizioni di pericolo, come anche a Genova, dove i suoi cinque corsi d’acqua sono stati tombati da decenni e ora esplodono come è naturale che sia, altro che messa in sicurezza. Non è un problema ingegneristico o idraulico, è un problema culturale. E non è solo un problema di risorse: è vero che nella finanziaria 2012 spariscono i 500 milioni destinati alla difesa del suolo, ma è anche vero che si favoriscono da troppo tempo situazioni di pericolo. Infine ci si è spinti anche a dare la colpa agli ambientalisti, colpevoli di impedire la pulizia dei fiumi. Qui siamo alla follia: tronchi morti e detriti, o rottami debbono essere rimossi dagli alvei e anche gli ambientalisti sono d’accordo. Ma è paradossale che quei sindaci, con il fango alla vita e i morti e i dispersi nel proprio territorio, sommersi dalle auto accatastate, sentano di dare la colpa a chi davvero non c’entra niente e non si assumano mai, dico mai, nemmeno un ombra di responsabilità.
In Italia muoiono, per frana o alluvione, sette persone al mese e ogni tre quarti d’ora il terreno smotta in tutta la penisola, visto che quasi la metà del territorio è a rischio idrogeologico. (...)"
Quanti altri morti ci vorranno per capire?
venerdì 4 novembre 2011
Giovane a chi?!
In questi ultimi giorni si sta facendo un gran polverone intorno a Matteo Renzi, sindaco di Firenze e leader dei cosiddetti "rottamatori" del Pd: nel Partito Democratico finalmente qualcuno alza la testa in maniera un po' energica e subito si scatena il panico!
Io per il momento non sono riuscita a farmi un'opinione su di lui: non ho ancora capito come collocarlo, nè quale sia la percentuale di sincerità e paraculaggine nelle sue parole.
Da un lato il fatto che sia stato uno scout me lo rende gradito a priori, più che altro perchè conosco la forma mentis della "categoria", dall'altro lo trovo un po' troppo ambiguo nelle sue posizioni meramente politiche: insomma, sta a destra o a sinistra? E' il più "destrista" del Pd? O è solo più al passo dei tempi rispetto ai colleghi?
Al di là di queste collocazioni un po' superate, se (e sottolineo, se) ciò che dice nei suoi discorsi pubblici corrispondesse totalmente a quello che pensa, allora potrei dire che "mi piace".
Se avete tempo e voglia, potete trovare QUI le 100 proposte elaborate dai Rottamatori in occasione del Big Bang, l'evento di settimana scorsa tenutosi alla stazione Leopolda di Firenze. Secondo me sono tutte idee valide, dettate dal buon senso: il punto è capire se abbiano realmente intenzione di realizzarle o se siano solo parole, parole, parole...
Fatte queste precisazioni, voglio spezzare una lancia a favore di Renzi: in questi giorni ne ho sentite di tutti i colori, ma il commento più frequente e fastidioso è sicuramente "eh, ma è giovane...", detto come se fosse una cosa negativa! Oh, ma il fatto che siamo abituati ad essere governati da delle mummie non vuol dire che debba essere sempre così! Abbiamo delle Camere che sembrano una sezione staccata del Museo Egizio di Torino! Eccheccavolo!
Inoltre nel mondo reale (ovvero non in Italia, a quanto pare) uno a 37 anni è un uomo fatto e finito, non è un ragazzino! (Potrei passare ore a parlare del fatto che in tutti i campi, non solo in politica, i giovani sono fortemente discriminati, ma per il momento sorvoliamo...)
L'altra cosa che mi ha dato parecchio fastidio è il paragone costante con Berlusconi... La differenza fondamentale è una e una sola: il signor Berlusconi Silvio è un imprenditore multimiliardario che nel 1994, alla tenera età di 57, decide di entrare in politica "per salvare la libertà e per gli italiani" (parafrasando: per risolvere le proprie magagne...), mentre Renzi ha fatto tutta la sua dignitosa gavetta politica, partendo dai movimenti giovanili fino a diventare sindaco di Firenze (per altro sembra abbastanza bene, o almeno così mi han detto degli amici fiorentini). Insomma, cosa c'entra con Silvio? "Eh, ma anche lui è un grande comunicatore..", dicono. Bah, se è per questo anche Obama lo è, anche Grillo (a modo suo), anche Maurizio Crozza!!! Basta saper catturare l'attenzione delle persone per essere considerati dei piccoli Berlusca? Ah siam messi bene allora...
Comunque sia, invece di pensare all'età delle persone o a creare dei paragoni più o meno campati per aria, concentriamoci sulle idee e sulla loro realizzazione, che è meglio...
Io per il momento non sono riuscita a farmi un'opinione su di lui: non ho ancora capito come collocarlo, nè quale sia la percentuale di sincerità e paraculaggine nelle sue parole.
Da un lato il fatto che sia stato uno scout me lo rende gradito a priori, più che altro perchè conosco la forma mentis della "categoria", dall'altro lo trovo un po' troppo ambiguo nelle sue posizioni meramente politiche: insomma, sta a destra o a sinistra? E' il più "destrista" del Pd? O è solo più al passo dei tempi rispetto ai colleghi?
Al di là di queste collocazioni un po' superate, se (e sottolineo, se) ciò che dice nei suoi discorsi pubblici corrispondesse totalmente a quello che pensa, allora potrei dire che "mi piace".
Se avete tempo e voglia, potete trovare QUI le 100 proposte elaborate dai Rottamatori in occasione del Big Bang, l'evento di settimana scorsa tenutosi alla stazione Leopolda di Firenze. Secondo me sono tutte idee valide, dettate dal buon senso: il punto è capire se abbiano realmente intenzione di realizzarle o se siano solo parole, parole, parole...
Fatte queste precisazioni, voglio spezzare una lancia a favore di Renzi: in questi giorni ne ho sentite di tutti i colori, ma il commento più frequente e fastidioso è sicuramente "eh, ma è giovane...", detto come se fosse una cosa negativa! Oh, ma il fatto che siamo abituati ad essere governati da delle mummie non vuol dire che debba essere sempre così! Abbiamo delle Camere che sembrano una sezione staccata del Museo Egizio di Torino! Eccheccavolo!
Inoltre nel mondo reale (ovvero non in Italia, a quanto pare) uno a 37 anni è un uomo fatto e finito, non è un ragazzino! (Potrei passare ore a parlare del fatto che in tutti i campi, non solo in politica, i giovani sono fortemente discriminati, ma per il momento sorvoliamo...)
L'altra cosa che mi ha dato parecchio fastidio è il paragone costante con Berlusconi... La differenza fondamentale è una e una sola: il signor Berlusconi Silvio è un imprenditore multimiliardario che nel 1994, alla tenera età di 57, decide di entrare in politica "per salvare la libertà e per gli italiani" (parafrasando: per risolvere le proprie magagne...), mentre Renzi ha fatto tutta la sua dignitosa gavetta politica, partendo dai movimenti giovanili fino a diventare sindaco di Firenze (per altro sembra abbastanza bene, o almeno così mi han detto degli amici fiorentini). Insomma, cosa c'entra con Silvio? "Eh, ma anche lui è un grande comunicatore..", dicono. Bah, se è per questo anche Obama lo è, anche Grillo (a modo suo), anche Maurizio Crozza!!! Basta saper catturare l'attenzione delle persone per essere considerati dei piccoli Berlusca? Ah siam messi bene allora...
Comunque sia, invece di pensare all'età delle persone o a creare dei paragoni più o meno campati per aria, concentriamoci sulle idee e sulla loro realizzazione, che è meglio...
giovedì 3 novembre 2011
I veri miti...
Quante volte, ogni giorno, sentiamo qualcuno abusare della parola "mito"? Calciatori, attrici, cantanti, ma anche il professore simpatico, lo zio che spara battute a raffica... Facciamo presto a definirli "un mito", anche per ragioni abbastanza banali.
Oggi invece voglio usare questo termine per indicare una donna che per me è veramente inarrivabile: la signora in questione si chiama Monica Vitti, oggi compie 80 anni e ha all'attivo una cosa come 60 film, tra commedie e ruoli drammatici.
Altro che le varie Belen, Melissa Satta, Elisabetta Canalis e compagnia, con le loro bellezze un po' stereotipate: alla signora Vitti, con rispetto parlando, fanno un baffo!
Qui si parla di Fascino con la F maiuscola, di sensualità innata: occhi magnetici e voce roca sono i tratti distintivi che l'hanno resa unica.
Per non parlare poi, ovviamente, del suo talento come attrice: ha lavorato con registi come Antonioni, Scola e Monicelli, non so se mi spiego...
Il mio film preferito? La ragazza con la pistola, of course!
Adoro la scena della telefonata in cui minaccia il suo ex amante...
Che dire? Auguri Monica!! Tu si che sei un MITO!!!!
Oggi invece voglio usare questo termine per indicare una donna che per me è veramente inarrivabile: la signora in questione si chiama Monica Vitti, oggi compie 80 anni e ha all'attivo una cosa come 60 film, tra commedie e ruoli drammatici.
Altro che le varie Belen, Melissa Satta, Elisabetta Canalis e compagnia, con le loro bellezze un po' stereotipate: alla signora Vitti, con rispetto parlando, fanno un baffo!
Qui si parla di Fascino con la F maiuscola, di sensualità innata: occhi magnetici e voce roca sono i tratti distintivi che l'hanno resa unica.
Per non parlare poi, ovviamente, del suo talento come attrice: ha lavorato con registi come Antonioni, Scola e Monicelli, non so se mi spiego...
Il mio film preferito? La ragazza con la pistola, of course!
Adoro la scena della telefonata in cui minaccia il suo ex amante...
Che dire? Auguri Monica!! Tu si che sei un MITO!!!!
venerdì 21 ottobre 2011
Fantapolitica
Pubblico il testo di una mail che mi hanno inviato e che mi ha fatto sorridere, anche se un po' amaramente... La cosa inquietante è che chi ha scritto questa storia non ha dovuto sforzare troppo la propria capacità inventiva!
"Fantapolitica?
Cosa succederebbe se una potenza nemica attaccasse l'Italia?
Proviamo ad immaginare.
Il Nemico, diciamo la Repubblica delle Banane, dichiara guerra ed ammassa il suo esercito lungo le Alpi e la sua flotta lungo il Tirreno.
Primo giorno
Il TG 1 dà la notizia dopo lo sport. Nessuna reazione dai politici.
Secondo giorno
Berlusconi dice che va tutto bene, lui é amico del presidente della Repubblica Delle Banane, non sussiste pericolo. Bossi insulta chi lo intervista. Calderoli va in Tv con la maglietta" Repubblica delle Banane merda."
Di Pietro chiede le dimissioni di Berlusconi.
Napolitano si appella all'unità nazionale.
Casini chiede un gesto di discontinuità.
Le parti sociali chiedono di essere sentite.
Terzo giorno.
Berlusconi compare in TV e dice che, invero, si tratta di una mossa eversiva dei magistrati di Milano.
Bossi dice che la Padania non corre alcun pericolo. Degli altri non gli frega niente. (pernacchia).
Intanto il nemico sfonda al Brennero.
La CGIL esprime contrarietà. Pannella inizia lo sciopero della fame.
DiPietro chiede le dimissioni di Berlusconi.
Bersani chiede un passo indietro.
Quarto giorno
Berlusconi compare in tv e, con un sorriso complice, dice: " ho risolto tutto, grazie ad una serata galante con la figlia del presidente della repubblica delle banane. Ora siamo amici, il loro esercito si é ritirato dal Brennero"
Berlusconi non sa che il nemico ha cambiato strategia ed ora attacca dal mare.
Quinto giorno.
La tv annuncia che il nemico é sbarcato in Sicilia. Bossi dice: la cosa non ci riguarda. Gli fanno notare che la Sicilia fa parte dell'Italia. Lui mostra il dito medio.
Casini chiede la convocazione di un tavolo di crisi con le forze sociali.
D'Alema si dice contrario e propone l'istituzione di una Commissione Bicamerale ( si dice pronto a presiederla) per decidere la strategia difensiva.
Sesto giorno.
Il nemico arriva in Calabria e, nel contempo, sfonda in Friuli.
Il governo convoca le Parti sociali e le Opposizioni, per decidere come difendere la Patria.
Napolitano manda un messaggio di auguri nel quale ricorda che sarebbe increscioso essere conquistati da una potenza nemica proprio nel 2011. Bossi chiede cosa c'entra il 2011. Gli spiegano che é per via del centocinquantesimo dell'Unità d' Italia. Lui rutta.
Settimo giorno
Ha inizio la riunione. Berlusconi dà il benvenuto a tutti ma pare distratto: il suo sguardo é attratto dal vestito trasparente della Prestigiacomo. Bossi si é portato il figlio Renzo per fare pratica: gli dice di prendere appunti, perché dovrà fare il riassunto del convegno; Renzo appare disorientato e, di nascosto, telefona al CEPU per farsi spiegare il significato di "appunti" (credeva fossero punti appuntiti) e " riassunto".
Di Pietro chiede le dimissioni del governo; Bersani chiede un passo indietro.
La Russa propone di bombardare il nemico con l'aviazione; Tremonti si oppone perché costa troppo. La Russa propone allora di usare il gas, almeno contro il nemico che ha invaso la Sicilia e la Calabria. Casini si oppone perché sarebbe messa in pericolo la popolazione locale. Bossi dice:" chi se ne frega, son tutti terroni!" Brunetta gli fa notare che sono italiani anche loro. Bossi replica: "non rompere i c...i nano!" E mostra il dito medio.
La Russa propone di mandare i Bersaglieri in tenuta ginnica. Pannella inizia lo sciopero della sete.
Ore 18. La riunione é sospesa perché quella sera gioca l'Inter in coppa e il ministro della Difesa deve prendere un aereo (di Stato) per arrivare in orario allo stadio.
Renzo Bossi ne approfitta per copiare gli appunti della Bindi; poi li manda al CEPU per farsi fare il riassunto. Berlusconi si assenta qualche ora per rilassarsi con la Minetti.
Ottavo giorno.
Arriva un messaggio di Napolitano che contiene un severo monito.
Il nemico é arrivato a Verona. La Russa é furibondo: l'Inter ha perso ed è eliminato dalla coppa.
Bossi arriva in ritardo fumando il sigaro; Casini chiede di dire una preghiera. Di Pietro chiede le dimissioni del governo. Bersani chiama Penati ed esulta: abbiamo i fondi per finanziare la difesa. Però serve un passo indietro del governo .
Si va avanti a discutere sino a sera. Alla fine arriva un telegramma di Napolitano che dice di essersi stufato: si mandi l'esercito a difendere la Patria. ( Renzo Bossi chiama di nascosto il CEPU per sapere cosa sia l'apatria). Calderoli é felicissimo perché può mostrare la sua nuova maglietta con scritto: vi romperemo le ossa.
Nono giorno.
Tutti al mare.
Decimo giorno
Compare in TV il presidente della Repubblica delle Banane ed annuncia di avere conquistato l'Italia e arrestato governo, deputati, senatori e parti sociali. Tutti mandati a lavorare nel circo locale, dove, peraltro, si trovano benissimo: Bossi ha fatto amicizia coi gorilla e rutta in continuazione; Berlusconi ha trovato una femmina di scimpanzé che é carinissima. Bersani passa il tempo a smacchiare i leopardi.
Un mese dopo.
Gli Italiani decidono di fare da soli (sarebbe ora!!) e, armati di forche e badili, si sbarazzano in tre giorni delle forze nemiche. Secondo voi, andranno al circo a liberare i politici e le parti sociali ?"
"Fantapolitica?
Cosa succederebbe se una potenza nemica attaccasse l'Italia?
Proviamo ad immaginare.
Il Nemico, diciamo la Repubblica delle Banane, dichiara guerra ed ammassa il suo esercito lungo le Alpi e la sua flotta lungo il Tirreno.
Primo giorno
Il TG 1 dà la notizia dopo lo sport. Nessuna reazione dai politici.
Secondo giorno
Berlusconi dice che va tutto bene, lui é amico del presidente della Repubblica Delle Banane, non sussiste pericolo. Bossi insulta chi lo intervista. Calderoli va in Tv con la maglietta" Repubblica delle Banane merda."
Di Pietro chiede le dimissioni di Berlusconi.
Napolitano si appella all'unità nazionale.
Casini chiede un gesto di discontinuità.
Le parti sociali chiedono di essere sentite.
Terzo giorno.
Berlusconi compare in TV e dice che, invero, si tratta di una mossa eversiva dei magistrati di Milano.
Bossi dice che la Padania non corre alcun pericolo. Degli altri non gli frega niente. (pernacchia).
Intanto il nemico sfonda al Brennero.
La CGIL esprime contrarietà. Pannella inizia lo sciopero della fame.
DiPietro chiede le dimissioni di Berlusconi.
Bersani chiede un passo indietro.
Quarto giorno
Berlusconi compare in tv e, con un sorriso complice, dice: " ho risolto tutto, grazie ad una serata galante con la figlia del presidente della repubblica delle banane. Ora siamo amici, il loro esercito si é ritirato dal Brennero"
Berlusconi non sa che il nemico ha cambiato strategia ed ora attacca dal mare.
Quinto giorno.
La tv annuncia che il nemico é sbarcato in Sicilia. Bossi dice: la cosa non ci riguarda. Gli fanno notare che la Sicilia fa parte dell'Italia. Lui mostra il dito medio.
Casini chiede la convocazione di un tavolo di crisi con le forze sociali.
D'Alema si dice contrario e propone l'istituzione di una Commissione Bicamerale ( si dice pronto a presiederla) per decidere la strategia difensiva.
Sesto giorno.
Il nemico arriva in Calabria e, nel contempo, sfonda in Friuli.
Il governo convoca le Parti sociali e le Opposizioni, per decidere come difendere la Patria.
Napolitano manda un messaggio di auguri nel quale ricorda che sarebbe increscioso essere conquistati da una potenza nemica proprio nel 2011. Bossi chiede cosa c'entra il 2011. Gli spiegano che é per via del centocinquantesimo dell'Unità d' Italia. Lui rutta.
Settimo giorno
Ha inizio la riunione. Berlusconi dà il benvenuto a tutti ma pare distratto: il suo sguardo é attratto dal vestito trasparente della Prestigiacomo. Bossi si é portato il figlio Renzo per fare pratica: gli dice di prendere appunti, perché dovrà fare il riassunto del convegno; Renzo appare disorientato e, di nascosto, telefona al CEPU per farsi spiegare il significato di "appunti" (credeva fossero punti appuntiti) e " riassunto".
Di Pietro chiede le dimissioni del governo; Bersani chiede un passo indietro.
La Russa propone di bombardare il nemico con l'aviazione; Tremonti si oppone perché costa troppo. La Russa propone allora di usare il gas, almeno contro il nemico che ha invaso la Sicilia e la Calabria. Casini si oppone perché sarebbe messa in pericolo la popolazione locale. Bossi dice:" chi se ne frega, son tutti terroni!" Brunetta gli fa notare che sono italiani anche loro. Bossi replica: "non rompere i c...i nano!" E mostra il dito medio.
La Russa propone di mandare i Bersaglieri in tenuta ginnica. Pannella inizia lo sciopero della sete.
Ore 18. La riunione é sospesa perché quella sera gioca l'Inter in coppa e il ministro della Difesa deve prendere un aereo (di Stato) per arrivare in orario allo stadio.
Renzo Bossi ne approfitta per copiare gli appunti della Bindi; poi li manda al CEPU per farsi fare il riassunto. Berlusconi si assenta qualche ora per rilassarsi con la Minetti.
Ottavo giorno.
Arriva un messaggio di Napolitano che contiene un severo monito.
Il nemico é arrivato a Verona. La Russa é furibondo: l'Inter ha perso ed è eliminato dalla coppa.
Bossi arriva in ritardo fumando il sigaro; Casini chiede di dire una preghiera. Di Pietro chiede le dimissioni del governo. Bersani chiama Penati ed esulta: abbiamo i fondi per finanziare la difesa. Però serve un passo indietro del governo .
Si va avanti a discutere sino a sera. Alla fine arriva un telegramma di Napolitano che dice di essersi stufato: si mandi l'esercito a difendere la Patria. ( Renzo Bossi chiama di nascosto il CEPU per sapere cosa sia l'apatria). Calderoli é felicissimo perché può mostrare la sua nuova maglietta con scritto: vi romperemo le ossa.
Nono giorno.
Tutti al mare.
Decimo giorno
Compare in TV il presidente della Repubblica delle Banane ed annuncia di avere conquistato l'Italia e arrestato governo, deputati, senatori e parti sociali. Tutti mandati a lavorare nel circo locale, dove, peraltro, si trovano benissimo: Bossi ha fatto amicizia coi gorilla e rutta in continuazione; Berlusconi ha trovato una femmina di scimpanzé che é carinissima. Bersani passa il tempo a smacchiare i leopardi.
Un mese dopo.
Gli Italiani decidono di fare da soli (sarebbe ora!!) e, armati di forche e badili, si sbarazzano in tre giorni delle forze nemiche. Secondo voi, andranno al circo a liberare i politici e le parti sociali ?"
giovedì 20 ottobre 2011
surprise!
Per la serie "la tecnologia è mia amica", ho appena scoperto, dopo mesi di esistenza del mio blogghino, che posso vedere quante persone leggono i miei post...
(Tranquilli, non compaiono nomi... Non userò queste compromettenti informazioni contro di voi!)
Beh...siete tanti!!!
Damn!!!
Che dire? La cosa da una parte mi preoccupa: vuol dire che ormai siete in molti a conoscere i meandri tortuosi della mia piccola mente inquieta! Se qualcuno non volesse più rivolgermi la parola quando mi incontra...beh, capirei il perchè!
D'altra parte però...che soddisfazione!
Insomma, se i lettori vanno aumentando vuol dire che forse non scrivo poi così male, e che FORSE, OGNI TANTO, dico anche qualcosa di interessante...
Questa piccola scoperta mi ha ridato il buonumore, cancellando un po' del "presomalismo" di ieri: grazie a tutti coloro che hanno la pazienza/voglia/istinto masochistico di leggere le mie riflessioni estemporanee!
Prometto di scrivere più spesso, come mi hanno chiesto un paio di persone che, a quanto pare, sono mie amiche nonostante tutto... ;)
Buona serata a tutti!
(Tranquilli, non compaiono nomi... Non userò queste compromettenti informazioni contro di voi!)
Beh...siete tanti!!!
Damn!!!
Che dire? La cosa da una parte mi preoccupa: vuol dire che ormai siete in molti a conoscere i meandri tortuosi della mia piccola mente inquieta! Se qualcuno non volesse più rivolgermi la parola quando mi incontra...beh, capirei il perchè!
D'altra parte però...che soddisfazione!
Insomma, se i lettori vanno aumentando vuol dire che forse non scrivo poi così male, e che FORSE, OGNI TANTO, dico anche qualcosa di interessante...
Questa piccola scoperta mi ha ridato il buonumore, cancellando un po' del "presomalismo" di ieri: grazie a tutti coloro che hanno la pazienza/voglia/istinto masochistico di leggere le mie riflessioni estemporanee!
Prometto di scrivere più spesso, come mi hanno chiesto un paio di persone che, a quanto pare, sono mie amiche nonostante tutto... ;)
Buona serata a tutti!
mercoledì 19 ottobre 2011
Nel limbo...
Odio questa sensazione.
Sul serio, la detesto.
E' il tipico stato d'animo che mi prende quando finisco una cosa ma non posso iniziarne un'altra. Sono lì che aspetto, appunto, in un limbo, in una specie di tempo sospeso...
E la cosa peggiore è che nella maggior parte dei casi il mio "non poter iniziare qualcos'altro" non dipende da me... In questo momento per esempio dipende dalla prof che mi segue per la tesi, che dopo mesi di stalking telematico (da parte mia, obviously) si è finalmente degnata di darmi un appuntamento per concordare uno straccio di argomento "definitivo". Ma fino ad allora, che faccio?? Per la disperazione mi sono messa a cercare materiale per conto mio: scommettiamo che non c'entrerà nulla con le idee della prof? -.-"
Oggi inoltre è una di quelle tipiche giornate di grigiore lombardo che fanno venire una voglia di vivere che non vi dico... che presomalismo, gente!
Il problema di fondo, in realtà, è che quando non ho "nulla" da fare, io... penso!
E ciò è male, molto male!
Comincio a farmi domande sul futuro, su cosa farò dopo l'università, sulla società che giorno dopo giorno sembra sempre più malata... Mi chiedo se troverò il mio posto del mondo, se anche io sarò costretta a saltare da un contratto all'altro ogni sei mesi, se riuscirò a diventare economicamente indipendente prima della menopausa...
Mi chiedo che fine farà il mio amato/odiato paese, se sarò "costretta" ad andarmene all'estero, se le cose prima o poi cambieranno davvero o se continueremo a vivere nell'ignavia, ciascuno pensando solo al proprio piccolo orticello...
Penso a quanto sia assurdo un mondo basato sul profitto a tutti i costi, che fa perdere di vista quello che poi è il punto centrale: l'essere umano.
Che grandi pensieri per una testa piccola come la mia, eh?
Sul serio, la detesto.
E' il tipico stato d'animo che mi prende quando finisco una cosa ma non posso iniziarne un'altra. Sono lì che aspetto, appunto, in un limbo, in una specie di tempo sospeso...
E la cosa peggiore è che nella maggior parte dei casi il mio "non poter iniziare qualcos'altro" non dipende da me... In questo momento per esempio dipende dalla prof che mi segue per la tesi, che dopo mesi di stalking telematico (da parte mia, obviously) si è finalmente degnata di darmi un appuntamento per concordare uno straccio di argomento "definitivo". Ma fino ad allora, che faccio?? Per la disperazione mi sono messa a cercare materiale per conto mio: scommettiamo che non c'entrerà nulla con le idee della prof? -.-"
Oggi inoltre è una di quelle tipiche giornate di grigiore lombardo che fanno venire una voglia di vivere che non vi dico... che presomalismo, gente!
Il problema di fondo, in realtà, è che quando non ho "nulla" da fare, io... penso!
E ciò è male, molto male!
Comincio a farmi domande sul futuro, su cosa farò dopo l'università, sulla società che giorno dopo giorno sembra sempre più malata... Mi chiedo se troverò il mio posto del mondo, se anche io sarò costretta a saltare da un contratto all'altro ogni sei mesi, se riuscirò a diventare economicamente indipendente prima della menopausa...
Mi chiedo che fine farà il mio amato/odiato paese, se sarò "costretta" ad andarmene all'estero, se le cose prima o poi cambieranno davvero o se continueremo a vivere nell'ignavia, ciascuno pensando solo al proprio piccolo orticello...
Penso a quanto sia assurdo un mondo basato sul profitto a tutti i costi, che fa perdere di vista quello che poi è il punto centrale: l'essere umano.
Che grandi pensieri per una testa piccola come la mia, eh?
lunedì 19 settembre 2011
i miei mulini a vento...
Ci sono cose che fanno veramente girare le palle. Cose contro cui, putroppo, non si può far nulla: è come combattere contro i mulini a vento, in un certo senso.
Forse non servirà a nulla, ma io due parole le voglio scrivere: la ZaBetta serve proprio a questo, a dire la mia a chi ha la voglia e la pazienza di leggere.
Scusate se l'italiano sarà pessimo, ma l'ora è tarda e la stanchezza incombe.
Stasera sono uscita a cena con due mie carissime amiche; mentre ervamo in macchina abbiamo notato un cartellone pubblicitario che ci ha lasciate veramente di stucco... il suddetto cartello era questo:
Si, il messaggio dice proprio "sono maddalena, faccio la escort e non sono una ragazza facile".
"Faccio la escort."
Prima di scrivere altro, cito testualmente dal sito del marchio Fracomina la spiegazione della campagna pubblicitaria:
"I luoghi comuni, si sa, dominano il nostro mondo. E' un dominio, questo, particolarmente irritante, se si passa nello specifico a quelli relativi al "gentil sesso".
Dall'intramontabile binomio di "bella e cretina" a quello, in senso opposto, di "brutta e intelligente", la donna risulta essere, ancora oggi, oggetto di fastidiosissimi e usurati cliché.
Una scienziata sarà di certo brutta, mentre una massaggiatrice dovrà necessariamente essere bella e (ovviamente) "disponibile", così come un'affascinante donna della politica susciterà, a livello conscio o inconscio, maliziosi dubbi sui modi della sua ascesa sociale. Insomma, dopo decenni di discorsi su emancipazione e parità, si potrebbe brutalmente dire che spesso portare la minigonna è ancora oggi sinonimo di facilità di costumi, essere una donna in carriera è ancora oggi sinonimo di madre snaturata e così via, secondo un decalogo davvero poco incoraggiante. E' proprio contro questi luoghi comuni che vuole combattere, attraverso la sua campagna pubblicitaria, il marchio FRACOMINA. In un momento in cui si parla, in maniera sempre più frequente, di mercificazione del corpo femminile, di escort, di par condicio, di quote rosa, di diritti violati, il marchio vuole puntare il dito e far riflettere sul grado di maschilismo che domina ancora la nostra società. A questo maschilismo, latente e patente, si vuole contrapporre il valore conturbante e rivoluzionario della bellezza. La figura femminile, sulla quale FRACOMINA intende porre l'attenzione, è quella pronta a sfatare naturalmente i luoghi comuni precedentemente citati."
Seguono altri bla bla bla simili e altre immagini pubblicitarie un più "normali".
Ora... Va bene screditare i luoghi comuni, va bene che il ruolo della donna è cambiato, va bene tutto.
Ma chiamiamo le cose col loro nome: una escort è una PROSTITUTA.
O una puttana, una zoccola... come preferite voi.
Una che si vende per soldi, insomma.
Cari signori pubblicitari che avete inventato questa campagna, non so se vi è mai capitato di aggirarvi nel mondo reale... Nel caso non ci foste mai stati, mi premuro di informarvi che in genere con una pubblicità si tenta di raggiungere un certo tipo di pubblico, che tendenzialmente dovrebbe/vorrebbe identificarsi col testimonial che pubblicizza il prodotto. Nel caso di un marchio di abbigliamento, il messaggio che dovreste inviare con le foto pubblicitarie è tipo "Ciao, guarda come sono bella. Se compri questi vestiti diventi più bella anche tu". (Nota bene: non ho mai studiato marketing, ma A INTUITO credo che funzioni così...)
Ecco, con la sopracitata foto passa più o meno il messaggio che essere una escort sia normale, in questa società, e che anzi, potrebbe essere un modello a cui aspirare.
Cari pubblicitari, nel mondo reale (quello che a quanto pare frequentate ben poco...) le ragazze per lo più studiano, lavorano, fanno sport, si divertono, ma generalmente non vanno a letto col primo vecchio bavoso che gli offre dei soldi.
Nel mondo reale "Escort" equivale a "puttana", come dicevo prima, e non è esattamente un complimento.
Nel mondo reale, le ragazze con un minimo di crevello guardano con disprezzo le varie Olgettine e subrettine che gravitano attorno ad Arcore e zone limitrofe.
Nel mondo reale, una ragazza non compra dei vestiti se le date della zoccola.
E, infine, nel mondo reale una escort E' una ragazza facile!!!
Forse non servirà a nulla, ma io due parole le voglio scrivere: la ZaBetta serve proprio a questo, a dire la mia a chi ha la voglia e la pazienza di leggere.
Scusate se l'italiano sarà pessimo, ma l'ora è tarda e la stanchezza incombe.
Stasera sono uscita a cena con due mie carissime amiche; mentre ervamo in macchina abbiamo notato un cartellone pubblicitario che ci ha lasciate veramente di stucco... il suddetto cartello era questo:
Si, il messaggio dice proprio "sono maddalena, faccio la escort e non sono una ragazza facile".
"Faccio la escort."
Prima di scrivere altro, cito testualmente dal sito del marchio Fracomina la spiegazione della campagna pubblicitaria:
"I luoghi comuni, si sa, dominano il nostro mondo. E' un dominio, questo, particolarmente irritante, se si passa nello specifico a quelli relativi al "gentil sesso".
Dall'intramontabile binomio di "bella e cretina" a quello, in senso opposto, di "brutta e intelligente", la donna risulta essere, ancora oggi, oggetto di fastidiosissimi e usurati cliché.
Una scienziata sarà di certo brutta, mentre una massaggiatrice dovrà necessariamente essere bella e (ovviamente) "disponibile", così come un'affascinante donna della politica susciterà, a livello conscio o inconscio, maliziosi dubbi sui modi della sua ascesa sociale. Insomma, dopo decenni di discorsi su emancipazione e parità, si potrebbe brutalmente dire che spesso portare la minigonna è ancora oggi sinonimo di facilità di costumi, essere una donna in carriera è ancora oggi sinonimo di madre snaturata e così via, secondo un decalogo davvero poco incoraggiante. E' proprio contro questi luoghi comuni che vuole combattere, attraverso la sua campagna pubblicitaria, il marchio FRACOMINA. In un momento in cui si parla, in maniera sempre più frequente, di mercificazione del corpo femminile, di escort, di par condicio, di quote rosa, di diritti violati, il marchio vuole puntare il dito e far riflettere sul grado di maschilismo che domina ancora la nostra società. A questo maschilismo, latente e patente, si vuole contrapporre il valore conturbante e rivoluzionario della bellezza. La figura femminile, sulla quale FRACOMINA intende porre l'attenzione, è quella pronta a sfatare naturalmente i luoghi comuni precedentemente citati."
Seguono altri bla bla bla simili e altre immagini pubblicitarie un più "normali".
Ora... Va bene screditare i luoghi comuni, va bene che il ruolo della donna è cambiato, va bene tutto.
Ma chiamiamo le cose col loro nome: una escort è una PROSTITUTA.
O una puttana, una zoccola... come preferite voi.
Una che si vende per soldi, insomma.
Cari signori pubblicitari che avete inventato questa campagna, non so se vi è mai capitato di aggirarvi nel mondo reale... Nel caso non ci foste mai stati, mi premuro di informarvi che in genere con una pubblicità si tenta di raggiungere un certo tipo di pubblico, che tendenzialmente dovrebbe/vorrebbe identificarsi col testimonial che pubblicizza il prodotto. Nel caso di un marchio di abbigliamento, il messaggio che dovreste inviare con le foto pubblicitarie è tipo "Ciao, guarda come sono bella. Se compri questi vestiti diventi più bella anche tu". (Nota bene: non ho mai studiato marketing, ma A INTUITO credo che funzioni così...)
Ecco, con la sopracitata foto passa più o meno il messaggio che essere una escort sia normale, in questa società, e che anzi, potrebbe essere un modello a cui aspirare.
Cari pubblicitari, nel mondo reale (quello che a quanto pare frequentate ben poco...) le ragazze per lo più studiano, lavorano, fanno sport, si divertono, ma generalmente non vanno a letto col primo vecchio bavoso che gli offre dei soldi.
Nel mondo reale "Escort" equivale a "puttana", come dicevo prima, e non è esattamente un complimento.
Nel mondo reale, le ragazze con un minimo di crevello guardano con disprezzo le varie Olgettine e subrettine che gravitano attorno ad Arcore e zone limitrofe.
Nel mondo reale, una ragazza non compra dei vestiti se le date della zoccola.
E, infine, nel mondo reale una escort E' una ragazza facile!!!
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